
E’ un progetto dell’architetto Marco Torchio che recupera il materiale dai vinificatori e con le preziose doghe delle barrique, altrimenti destinate al macero, realizza complementi di arredo.
La filosofia del riuso è intesa come rispetto della storia e dell’essenza di un oggetto.
Ogni pezzo, assemblato a mano secondo i principi dell’ergonomia, è unico e caratterizzato da linee originali ed essenziali.
Guarda il VIDEO delle Sedie del Torchio a Striscia la Notizia!

Il rispetto delle tradizioni
Le barrique sono pregiati contenitori di vino che, perdendo nel tempo la loro capacità di effondere aromi, hanno una durata massima di quattro anni. La materia prima non viene snaturata ma rispettata, rimangono perciò le macchie del vino contenuto delle botti, l’aroma del legno e le scritte di fabbricazione. Il contesto culturale e sociale del progetto sono le Langhe in Piemonte, in cui predominante è la cultura del vino e la mentalità contadina del “non buttare via niente”.
Il rispetto delle tradizioni, la comunicazione ambientale e l’unicità del design sono i tre punti di riferimento del progetto.
LE SEDIE DEL TORCHIO A FALACOSAGIUSTA!


l’unicità del design
I modelli sono pezzi unici; forma e dimensione dei legni dipendono dal produttore della barrique e il colore delle doghe dal produttore del vino. L’assemblaggio delle doghe è un lavoro artigianale che si nutre della ricerca della bellezza mista alla volontà di creare un oggetto funzionale.


la banca del legno
Le barrique, una volta ritirate dai produttori di vino e in attesa di essere trasformate, vengono sottoposte a un processo di selezione ed etichettatura delle doghe, a seguito del quale il legno viene catalogato e depositato presso la Banca del legno. La presentazione dei modelli viene fatta attraverso la Carta dei legni dei vini, che riporta per ogni oggetto l’elenco dei legni etichettati a disposizione.

